Lo sviluppo armonico dell’azienda

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Lo sviluppo armonico dell’azienda

Fare questo esercizio può aiutare a comprendere quanto sia necessario riflettere sullo stato di salute e funzionamento di un’azienda senza mai dimenticare che è composta di diverse parti che esprimono funzioni diverse che sono in relazione tra loro.

Lo sviluppo armonico dell’azienda

Possiamo immaginare l’Azienda come un individuo, come una persona. Una persona ha un corpo fisico, dei pensieri, delle emozioni; si muove in uno spazio fisico ed entra costantemente in relazione con se stesso e con l’ambiente che, a più livelli, lo circonda.
Pensare all'Azienda come un individuo vuol dire immaginare, innanzitutto, che questa possa avere un corpo: una testa, un tronco, braccia e gambe, ovviamente degli organi di senso e degli organi interni.
Ogni parte di questo corpo è utile ad esprimere determinate funzioni e ha un suo proprio stato di sviluppo.

Quali sono queste funzioni all'interno di un’azienda?

La produzione, il marketing, la comunicazione, la vendita, la gestione ed amministrazione delle risorse, le funzioni di supporto (IT, Legal, ecc.).
Se ritorniamo all’idea di prima e proviamo ad immaginare a queste funzioni come espressione di varie parti di un corpo potremmo dire, ad esempio, che la produzione è le gambe, che il marketing è la testa, che comunicazione e vendita sono le braccia, che gestione, amministrazione e funzioni di supporto sono nel tronco a livello di alcuni organi interni.
È probabile che, a questo punto, sia spontaneamente sorta la domanda “Cosa è il cuore?”. Resistiamo, per un momento, al bisogno di rispondere a questa domanda.

Un corpo che funziona

Un corpo avrà migliore capacità di funzionamento in ragione dello stadio di sviluppo delle sue parti e dall'armonia tra le parti stesse. Un corpo minuto con una grande testa potrebbe esprimere grande capacità di lettura della realtà ma senza capacità di fare; allo stesso tempo un corpo con lunghe gambe esprimerebbe grande capacità di andare ma senza sapere dove oppure un corpo con una gamba più lunga dell’altra…
Rispetto all'armonia tra le parti possiamo pensare a quanto sia straordinario il copro umano nella sua capacità di coordinamento senso-motorio nello svolgimento di un’attività sportiva come sciare, andare in bicicletta o più semplicemente nel coordinare le tante piccole attività che coinvolgono un compito del quotidiano come cucinare, stirare, guidare.
Fare questo esercizio di immaginazione può aiutare a comprendere quanto sia necessario riflettere sullo stato di salute e funzionamento di un’azienda senza mai dimenticare che è composta di diverse parti che esprimono funzioni diverse che sono in relazione tra loro. Questo è vero in qualsiasi tipo di azienda, questo è vero anche nell'attività del singolo professionista che incarna in sé tutte queste dimensioni.
Quest’ultima considerazione ci porta a riflettere sul fatto che le funzioni e le relazioni tra le varie funzioni non sono da confondere con le persone e le relazioni che intervengono tra di esse all'interno di un’azienda. Le funzioni possono interessare orizzontalmente più persone, possono essere diffuse, possono essere addensate in una sola persona.

Come intervenire in azienda per uno sviluppo armonioso delle funzioni?

Innanzitutto lavorando sulla consapevolezza che queste funzioni esistono! Molte piccole aziende (pensiamo alle attività artigianali ad esempio) sono abituate a pensare a se stesse perlopiù in qualità di produzione.
Un lavoro di analisi fa emergere, anche dalla più piccola azienda, tutte le altre funzioni che spesso sono poco sviluppate e poco in relazione col resto del sistema: è frequente trovare nelle piccole aziende assenza di consapevolezza dei costi che essa sostiene e delle modalità con cui li sostiene; assenza di un piano di sviluppo commerciale che lavori anche in ottica di previsioni; emerge spesso l’esigenza di comunicare che si concretizza nel tentativo di delegare ad un’agenzia un’attività che non è frutto di un progetto (non si sa bene comunicare cosa, con quali obbiettivi e con quale attesa di risultati).
In seconda battuta è utile lavorare in ottica di processi con la finalità di scoprire le relazioni tra le parti, le dinamiche che tra esse si sviluppano.
A partire da una prima definizione inizia ad emergere un’immagine più chiara di questo corpo e comincia ad emergere, con altrettanta chiarezza, la direzione verso la quale andare per armonizzare questo corpo.
Questo lavoro lascia emergere una complessità che spesso spaventa chi ha sempre lavorato affidandosi esclusivamente all'intuito o al buonsenso. Spesso intuito e buonsenso funzionano, magari in concomitanza con momenti favorevoli a livello di contesto ma accade anche che, ad un certo punto, qualcosa cambi e il sistema perde il suo equilibrio, il corpo inciampa.

Come iniziare a gestire questa complessità?

Un colpo al cerchio e uno alla botte! È necessario sviluppare un quadro di insieme, comprendere le relazioni, cosa funziona bene e cosa meno. È utile fare questo lavoro ritornando ciclicamente sulle varie parti del corpo aggiungendo, ad ogni giro, nuovi elementi.
È un lavoro impegnativo, richiede risorse e in certi momenti può portare noia o frustrazione.

Cosa può muoverci ad intraprendere un tale percorso?

Forse possiamo provare ad interrogarci, adesso, su una domanda che poco fa abbiamo lasciato in sospeso.